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    Gite in montagna

    Da una tranquilla passeggiata attorno un lago di montagna ad un’escursione più faticosa su una cima a quota di 3.000 m fino a raggiungere le arie sottili dei 4000.... Tutto questo è andare in montagna

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    Ambiente

    Il nostro pianeta, il riscaldamento globale, la lotta al cambiamento climatico, i ghiacciai a rischio, l'innalzamento dei mari.

  • Fotografia

    Fotografia

    "Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e filtri giusti. Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea."

      Tiziano Terzani

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UN’AVVENTURA DOLCE SULLA NEVE… - La Provincia di Cuneo nuovo partner di Mountain Blog

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E’ con grande piacere che Mountain Blog dà il benvenuto ad un nuovo experience partner, la Provincia di Cuneo, che da adesso e nel corso dei prossimi mesi ci introdurrà nel racconto del proprio territorio e delle ricche opportunità che questa regione offre agli amanti dell’outdoor, della montagna e della natura, ma anche del gusto e della vacanza all’insegna del piacere.
Con le sue venti valli – 180 km lineari di montagne – la provincia di Cuneo offre una natura ancora vergine ed incontaminata, il territorio ideale per vivere le tue passioni sportive preferite all’aria aperta. Una distesa di piste e di impianti di risalita all’avanguardia, paesaggi incontaminati e un’infinita varietà di ambienti che da Cuneo abbracciano lo straordinario anfiteatro delle Alpi Liguri, Marittime e Cozie.
E’ una vera e propria “avventura dolce“, quella della provincia di Cuneo, che permette di conoscere e vivere un territorio magnifico ed incontaminato attraverso  attività sportive ma anche frequentando i mille locali dove gustare prodotti tipici e genuini: funghi, tartufi, formaggi, castagne, lumache e naturalmente vini.
Per quanto riguarda la stagione invernale, quella che si presenta agli amanti dello sci è una distesa di piste ed impianti di risalita all’avanguardia, luoghi dove agli sport della neve si abbinano itinerari culturali ed enogastronomici, pendii dove vivere l’emozione di una discesa con gli sci, l’ebbrezza dello snowboard o il passo cadenzato del fondo.
I comprensori sciistici del Cuneese vi attendono per farvi provare sensazioni uniche ed indimenticabili, riservandovi l’ospitalità, l’efficienza e la concretezza tipiche della “Provincia Granda“. Primi fra tutti, per storia, dimensioni e servizi, la Riserva Bianca di Limone Piemonte, e il comprensorio “Mondolè Ski” con gli impianti di Artesina, Frabosa Soprana e Prato Nevoso.
Ma le valli del Cuneese offrono anche numerose altre opportunità: la Valle Po con Crissolo, Pian Munè e RucaSki; la Valle Varaita con Valmala, Bellino, Pontechianale e Sampeyre; la Valle Maira con gli anelli di Canosio, Acceglio, Prazzo e Elva e lo ski-lift a misura di famiglia di Canosio; la Valle Grana con il Centro Fondo Castelmagno; la Valle Stura con discesa e fondo ad Argentera, e poi il fondo a Festiona, Pietraporzio/Sambuco, Bagni di Vinadio (dove sorge anche un importante stabilimento termale con hotel e centro benessere) e Aisone; la Valle Gesso con Entracque e Desertetto; la Valle Vermenagna con la già citata Riserva Bianca e il fondo a Limone Piemonte e Vernante; la Valle Pesio con il centro fondo di San Bartolomeo di Chiusa Pesio ; le Valli del Monregalese con, oltre al già citato comprensorio Mondolé ski, Sangiacomo di Roburent, Viola St. Grée e Roccaforte Mondovì/Lurisia e la Valle Tanaro con Ormea, Briga Alta e Garessio 2000, dove si scia con lo sguardo che raggiunge il mare.
Per maggiori informazioni:
ATL del Cuneese
Via Vittorio Amedeo II, 8/A – 12100 Cuneo
telefono 39 0171 690217 – 39 0171 601119 – fax 39 0171 602773
http://www.cuneoholiday.com

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PARCO NAZIONALE DELLO STELVIO - Lettera aperta al Ministro Prestigiacomo

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Tra le tante piccole e grandi bufere politiche che agitano in questi giorni l’Italia ce n’è anche una che riguarda direttamente un parco simbolo della montagna italiana: il Parco Nazionale dello Stelvio, la più grande area naturale protetta d’Europa, istituita nel 1935.
Motivo di agitazione – e di forti preoccupazioni da parte delle Associazioni ambientaliste e del CAI – è lo smembramento amministrativo e delle competenze di gestione del Parco deciso all’inizio del mese dalla Commissione dei 12 (organismo paritetico tra Stato e Province autonome di Trento e Bozano): in altre parole secondo questa norma d’attuazione il parco nazionale dello Stelvio sara’ gestito direttamente dagli enti locali (Province autonome di Bolzano e Trento e Regione Lombardia, in collaborazione con i Comuni interessati), diventando di fatto – secondo le voci allarmate – un parco interregionale e perdendo capacità di gestione e strategia unitaria.
L’azione di protesta istituzionale più rilevante – dopo l’immediato allarme del WWF – è sicuramente la lettera aperta inviata al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Stefania Prestigiacomo, sottoscritta dal CAI, CIPRA Italia, Federparchi, LIPU, Legambiente, WWF Italia, Mountain Wilderness, appello al quale si è aggiunto anche il Touring Club Italiano.
Ne riportiamo di seguito il testo integrale (fonte: Club Alpino Italiano):
Lettera al ministro Prestigiacomo sull’Area Protetta dello Stelvio
Onorevole Ministro, siamo estremamente preoccupati per le sorti di una delle nostre più antiche e celebrate Aree Protette, posto al confine tra Trentino Alto Adige e Lombardia, e comunicante con il Parco Nazionale Svizzero dell’ Engadina. Dal 1935 questo territorio è protetto dal Parco Nazionale dello Stelvio, il più grande dei nostri parchi storici, e la configurazione unitaria di questo parco è sopravvissuta ad una guerra mondiale e al riconoscimento delle Autonomie Speciali per le province di Trento e Bolzano, fino a ricevere uno statuto concordato, nel 1992, grazie alla costituzione di un consorzio di gestione tra il Ministero dell’Ambiente, le Province di Trento e Bolzano, la Regione Lombardia. 75 anni dopo, il Parco custodisce un patrimonio naturalistico e culturale di primaria importanza, di riferimento per l’intera comunità dell’arco alpino e non solo, grazie al successo delle politiche di conservazione che hanno riportato le valli e i crinali a ripopolarsi di specie prima minacciate o estinte, come lo stambecco, l’aquila reale e il gipeto. Indubbiamente gli ultimi decenni sono stati particolarmente difficili per la vita del parco, a causa di decisioni delle regioni e delle province autonome non sempre consapevoli dell’importanza strategica dell’area, del forte ritardo con cui si sta provvedendo all’adozione del Piano del Parco, dei gravi e mai risolti problemi rispetto alla gestione dell’ex ASFD. Più volte le nostre associazioni hanno fatto presenti e denunciato questi problemi, rivolgendosi alle sedi ministeriali e anche alle istituzioni della Comunità Europea: siamo perfettamente consapevoli del fatto che troppo spesso la gestione consortile del Parco non è risultata risolutiva dei problemi e delle inefficienze che sono andate accumulandosi, e siamo disposti a discutere di soluzioni più efficaci nell’interesse dell’Ente e delle comunità che lo popolano. Ma riteniamo irricevibile l’accordo siglato nei giorni scorsi dal ‘Comitato dei 12′, la Commissione Paritetica tra Stato e Province Autonome di Trento e Bolzano, le quali, senza alcun preavviso, senza coinvolgere né le assemblee elettive né le parti sociali e, cosa che ci pare gravissima sotto il profilo istituzionale, senza coinvolgere formalmente nella decisione nemmeno la Regione Lombardia entro il cui territorio ricade circa metà della superficie dell’area protetta, hanno stabilito l’abolizione del consorzio Parco Nazionale dello Stelvio, prevedendone la sostituzione con un organismo avente mere funzioni di indirizzo e che di certo non potrà né garantire circa l’appropriatezza dell’attributo di ‘Parco Nazionale’, né assicurare la adeguata rappresentanza di enti locali e portatori di interesse, come correttamente previsto dalla legge quadro 394/91. Riteniamo che questo accordo leda fortemente gli interessi della Conservazione della Natura nel nostro Paese, senza risolvere alcuno dei problemi con il quale il Parco si dibatte da anni, e senza prefigurare -nemmeno in lontana prospettiva – una governance unitaria, efficiente ed efficace. L’accordo si configura come un salto nel buio, che segnerebbe l’avvio di un inesorabile declino per quest’area protetta ponendosi in aperta contraddizione con qualsiasi strategia per la tutela della biodiversità nel nostro Paese. L’approvazione dell’accordo da parte del Consiglio dei Ministri risulterebbe un atto di inaudita gravità e prevaricazione di principi sanciti da leggi e da norme anche di rango costituzionale. Per questo ci appelliamo a Lei affinché un auspicabile processo di riforma dell’Ente, se condiviso dagli attori istituzionali che compongono il Consorzio Parco, si sviluppi su binari formalmente e sostanzialmente corretti, evitando forzature e gravi violazioni delle competenze e delle attribuzioni del Ministero nonché delle Regioni e Province Autonome, avendo come obiettivo il mantenimento del Parco Nazionale nella sua configurazione unitaria attraverso un ente solido, autorevole ed efficace nella propria azione gestionale. Certi di poter confidare nella Sua autorevole considerazione, con l’occasione ai porgono i nostri più distinti saluti.
Umberto Martini presidente generale Club Alpino Italiano
Oscar del Barba presidente Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi – CIPRA Italia
Giampiero Sammuri presidente nazionale Federparchi
Giuliano Tallone presidente nazionale Lega Italiana Protezione Uccelli-LIPU
Vittorio Cogliati Dezza presidente nazionale Legambiente
Luigi Casanova portavoce Mountain Wilderness Italia
Stefano Leoni presidente nazionale WWF Italia

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I MIELI DI ALTA MONTAGNA - Un Presidio Slow Food

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Il progetto dei Presìdi italiani di Slow Food nasce dieci anni fa per favorire la tutela della biodiversità, dei saperi produttivi tradizionali e dei territori, oltre che per stimolare nei produttori l’adozione di pratiche produttive sostenibili, e aiutarli a sviluppare anche un approccio etico (giusto) al mercato.
Attualmente i Presìdi sono 193 e coinvolgono oltre 1300 piccoli produttori in tutta Italia, riuniti in associazioni che assicurano il rispetto delle regole esercitando un severo controllo sui propri associati: contadini, pescatori, norcini, pastori, casari, fornai, pasticceri.
Molte di queste realtà produttive si trovano in territori di montagna, cosa che valorizza ulteriormente il lavoro di questi produttori, se si tiene conto anche dell’importante ruolo che questo riveste nella tutela e nel mantenimento di un territorio di per sé fragile, e comunque lontano dai grandi investimenti economici della pianura.
Tra i Presìdi Slow Food che interessano i prodotti e i territori di montagna, vi segnaliamo quello dei mieli di alta montagna.
Riportiamo di seguito la presentazione che ne dà Slow Food:
Miele di rododendro, miele di millefiori e melata di abete: sono questi i tre mieli dell’arco alpino. Produzioni difficili: una buona stagione (ogni quattro, cinque anni) offre poche centinaia di quintali.
Soltanto il nettare bottinato al di sopra dei 1200 metri da miele “d’alta montagna”. Per il millefiori le piante coinvolte sono davvero tante: rododendro, campanula, lupinella, trifoglio, lampone, timo serpillo… È un prodotto splendido e delicato, sempre diverso, da zona a zona e da un anno all’altro. La melata d’abete non si fa tutti gli anni. Le api si nutrono del liquido resinoso prodotto dagli afidi alimentati a loro volta dalla linfa dell’abete bianco. Il sapore è maltato, caramellato, aromatico, con note resinose di fumo. Il miele di rododendro ha un nome evocativo e proviene da una pianta molto bella e conosciuta. Fresco e raffinato, è particolarmente raro e prodotto quasi esclusivamente nel nostro Paese.
La melata di abete ha colore molto scuro, quasi nero, con una leggera fluorescenza verdastra. L’odore è leggermente resinato e può ricordare il legno bruciato e lo zucchero caramellato. In bocca è meno dolce dei mieli di nettare e ha note di malto e di balsamico.
Il miele di rododendro e il millefiori di alta montagna sono freschi e raffinati. Entrambi hanno colore molto chiaro, che diventa bianco nel prodotto cristallizzato. Al naso e in bocca sono delicatissimi, con un leggero aroma che può ricordare la marmellata di piccoli frutti.
Nell’abbinamento con i formaggi il miele non deve essere cristallizzato (nel caso immergete il barattolo a bagnomaria in acqua tiepida permettendone la liquefazione). La melata, intensa e balsamica, regge bene formaggi di media stagionatura; il miele di rododendro e il millefiori – più dolci – accompagnano meglio formaggi piccanti: pecorini molto stagionati ed erborinati non troppo potenti.
[...continua sul sito ufficiale dei Presìdi Slow Food...]

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Aperta la prima centrale elettrica a idrogeno

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“L’Enel ha inaugurato la prima centrale per la produzione di energia elettrica alimentata a idrogeno”, scrive il Wall Street Journal.

“La società italiana cerca di aumentare le proprie credenziali ecologiche in vista della vendita, prevista per l’autunno, della sua unità per le energie rinnovabili. L’impianto si trova a Fusina, vicino a Venezia. È in grado di generare 16 megawatt di energia e di soddisfare il fabbisogno energetico annuale di ventimila famiglie”.


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21 RIFUGI TRENTINI SI QUALIFICANO ESCURSIONISTICI

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21 rifugi del Trentino aggiornano lo status di “rifugio alpino” a quello di “rifugio escursionistico“. Il provvedimento assunto dalla Provincia Autonoma di Trento è in attuazione delle modifiche alla legge provinciale che regola il patrimonio alpinistico varate nel 2008 e nel 2009, che hanno introdotto una più chiara differenziazione tra rifugio alpino ed escursionistico, con un’attenzione particolare alle aspettative dell’utenza e alle sinergie fra una tipologia di struttura ricettiva e l’altra.


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Droga, Meloni: “Pugno duro, la trasgressione è non farsi”

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Viaggio del Giornale.it nel mondo giovanile in occasione del lancio del romanzo inchiesta Unhappy hour. Il ministro accusa i cattivi maestri e la sottocultura post-sessantottina: “La vera trasgressione è mettere davanti a tutto l’autonomia del pensiero libero” di Andrea Indini
Roma – Dito puntato contro “quei cattivi maestri che dal cinema, dalla televisione, dalla musica, bombardano incessantemente i giovani con messaggi fuorvianti”. Ma non solo. Anche la sottocultura post-sessantottina, rea di aver propinato “un’assurda teoria secondo cui a fianco delle droghe che fanno male ci sarebbero quelle innocue”. Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, non fa sconti e si fa baluardo per la tolleranza zera all’abuso di stupefacenti e alcolici. “La scuola, la famiglia, la società – spiega il ministro – hanno colpe solo se, per indifferenza o disimpegno, abdicano al loro ruolo educativo nei confronti dei giovani”. Da qui l’impegno per una campagna per sensibilizzare i giovani e combattere un fenomeno – quello dello sballo – che sta distruggendo troppe vite.


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