• Gite in montagna

    Gite in montagna

    Da una tranquilla passeggiata attorno un lago di montagna ad un’escursione più faticosa su una cima a quota di 3.000 m fino a raggiungere le arie sottili dei 4000.... Tutto questo è andare in montagna

  • Ambiente

    Ambiente

    Il nostro pianeta, il riscaldamento globale, la lotta al cambiamento climatico, i ghiacciai a rischio, l'innalzamento dei mari.

  • Fotografia

    Fotografia

    "Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e filtri giusti. Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea."

      Tiziano Terzani

  • Works Everywhere

    Works Everywhere

    Nullam a massa ac arcu accumsan posuere. Donec vel nibh sit amet metus blandit rhoncus et vitae ipsum.

  • Web Development

    Web Development

    Suspendisse eleifend nulla in est euismod scelerisque. Etiam lacinia fermentum nunc id imperdiet.

  • Color Picker

    Color Picker

    Nullam tortor tellus, iaculis eu hendrerit ut, tincidunt et lorem. Etiam eleifend blandit orci.

Le regole: ondata di gelo

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 1. Sorridi più spesso che puoi, così quando il gelo ti paralizza la faccia manterrai il buon umore. 2. Neanche con 30 gradi sotto zero sei autorizzato a fare sesso con i calzini ai piedi. 3. Per sentire il vero freddo, i più giovani dovrebbero adottare lo stile libro Cuore: mantellina di lana, scarpe bucate e calzoncini corti. 4. Quando la coperta non basta, avvolgiti nel cartone: non sarà molto chic, ma funziona. 5. I colleghi che si lamentano troppo per il freddo vanno abbattuti, così smettono di soffrire.






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Paesaggio zerO 2010

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Dal 18 Marzo al 21 Maggio 2010 si svolgerà, a Cascina le Vallere - Moncalieri (To), “Paesaggio zerO 2010", la II Biennale dell’Osservatorio del paesaggio dei parchi del Po e della collina torinese. Un evento nato e organizzato dall’Ente Parco del Po Torinese che prevede, tra l'altro, un trekking letterario, un laboratorio di narrazione e una performance di danza.

Il senso di “Paesaggio zerO” come spiega Ippolito Ostellino, Direttore dell'Ente Parco “risiede nella convinzione che una corretta gestione della nostra terra stia nel comprendere le sue diverse anime: quella delle origini e delle dinamiche naturali, quella della storia e quella della rappresentazione che di ciò diamo nel nostro vivere quotidiano e che chiamiamo Paesaggio e come sia di prioritaria importanza la capacità di assegnare un valore alle nostre origini naturali”.

“Paesaggio zerO” si propone quindi come un mezzo e un'iniziativa per divulgare e comprendere le diverse anime del paesaggio. Perché conoscere l'importanza delle “diversità” che compongono ciò che ci sta attorno è fondamentale per comprendere e “vivere” la nostra terra e soprattutto per rispettarla. Quindi non è un caso che questa II biennale dell’Osservatorio del paesaggio dei parchi del Po e della collina torinese sia dedicata alle “Rarità Naturali”.

“Un tema” precisa Ippolito Ostellino “che vuole sottolineare come la natura, presente in tutto quanto ci circonda, rappresenti un valore delicato, raro, e quindi meritevole di tutte le nostre attenzioni e delicatezze: un atteggiamento disattento o peggio di disprezzo, rischia di mettere in pericolo oggetti e viventi rari quindi preziosi”. Tanto più, c'è da aggiungere, che il 2010 è proprio l’anno internazionale della Biodiversità. 

“Paesaggio zerO 2010”comincia dunque il 18 marzo prossimo con un seminario ed una mostra che esporranno i risultati delle ricerche dell’Osservatorio, il tutto accompagnato dalle performances di Danza Afro Contemporanea della Compagnia “Sowilo”. Si prosegue poi, in collaborazione con la scuola Holden di Torino diretta da Alessandro Baricco, con attività “sul campo” rivolte alle scuole e a quanti vogliono conoscere il paesaggio fluviale e delle sue meravigliose zone limitrofe.

Per esempio si può partecipare al trekking letterario guidato da Matteo Fresi - docente di narrazione della scuola Holden, e da Dario Vernassa, guida del parco. Così, dal 16 aprile al 18 aprile 2010, alternando momenti di cammino, situazioni di laboratorio di lettura e scrittura e momenti di sosta, si potrà vivere un'esperienza unica “in cammino” attraverso la scrittura e il paesaggio.

Gli alunni delle elementari, invece, saranno coinvolti nell’ “Isola che non c’è”, un laboratorio che si propone di avvicinare i bambini alla drammaturgia, attraverso il gioco d’interazione. Per le scuole medie è in programma “La storia dell’acqua dolce” con l’obiettivo di realizzare un artefatto e di scrivere un racconto che parli del rapporto tra l’umanità e l’acqua dolce. Mentre per le scuole superiori, con “Nelle terre selvagge”, si punterà a stimolare nei ragazzi attraverso lo strumento della narrazione una reale riflessione sulle proprie aspirazioni.


di Planetmountain


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Confortola al Lhotse: ho la testa che funziona

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SANTA CATERINA VALFURVA, Sondrio -- "Dopo tutto quello che è successo molti hanno pensato 'Confortola ormai è finito'. Il problema però è che troppa gente non ha niente da fare, e allora scrive e parla. Ma io ho la testa che funziona, ed ora parto per il Lhotse e quando torno voglio scrivere un altro libro sul mio secondo K2". Ne ha per tutti Marco Confortola, che ci ha parlato della sua imminente spedizione al Lhotse che affronterà con uno sherpa del k2, e della nuova autobiografia che scriverà per raccontare come ha vissuto dalla fine di quella tragedia ad oggi e per dire la sua sulle accusa degli ultimi due anni.

Una nuova spedizione al Lhotse...
Parto ad aprile e salgo in cima al Lhotse con Pasang Lama, uno sherpa che c'era anche al K2. Vado da solo perchè non ho trovato nessun compagno che volesse venire: del resto il Gnaro ha già fatto tutto, Roberto Manni è impegnato con la sua attività al rifugio e non vuole più partire per gli 8000. Salgo dall'Everest fino a campo 3 e poi giro verso la cima del Lhotse. Sono già salito fino a 8.500 nel 2006 insieme al Gnaro, l'anno in cui abbiamo fatto anche lo Shisha Pangma e l'Annapurna. Quella volta lui andò in vetta, io tornai indietro perchè avevo freddo ai piedi. C'era anche Cristina Castagna con noi.

Non hai paura a tornare su un ottomila?
No, no. Basta fare le cose fatte bene come sempre. Parto con l'idea di andare in cima, con lo spirito giusto. Voglio vedere come sto adesso su quelle quote e voglio tornare in vetta ad altri ottomila. Scusa, meglio dire "vorrei" tornare in cima che voglio...e poi voglio scrivere un altro libro.

Per parlare di cosa questa volta?
Vorrei scrivere di quello che è successo da dopo il K2. Il mio primo libro si ferma al momento in cui scendo dallo Sperone degli Abruzzi, ma nessuno sa cosa ho passato da quel momento ad oggi. Perchè da allora ad adesso ho praticamente affrontato un altro K2. La convalescenza all'ospedale, la sofferenza che ho provato per mesi, la sedia a rotelle, poi i primi passi...ecco, vorrei scrivere di quello che ho passato io. Si chiamerà qualcosa tipo "Dopo K2. Ricominciamo" o "Ricominciare".

Lo scriverai dopo il Lhotse o ci stai già lavorando?
Ho già in mente tante cose da dire, però sarebbe bello avere in copertina la cima del Lhotse...Anche perchè vorrei dedicare la mia salita a Riccardo Cassin, perchè lui è stato capo di una spedizione di alpinisti molto forti come Messner, Casarotto ed altri, quando ha tentato la sud del Lhotse. E siccome Riccardo era il mio nonno adottivo, sarebbe bellissimo riuscire ad andare in cima e dedicarla a lui.

Hai molti programmi quindi per il futuro?
Sì, ho la testa che funziona. Anzi ti dirò di più, già che al Lhotse, voglio andare a vedere la stazione di Colle Sud che abbiamo montato due anni fa a 8000 metri. E' una nostra creazione, è unica al mondo, io ne sono orgoglioso. Potrei andare a Colle sud per acclimatarmi prima di risalire per la cima.

Come ti stai preparando?
Per ora ho fatto un po' di scialpinismo, corro ogni tanto, ma ancora mi fanno male i piedi. Ma ho ancora tutto febbraio e marzo per prepararmi.

Come ti senti all'idea di tornare in campo nell'alpinismo?
Dopo tutto quello che è successo molti hanno pensato "Confortola ormai è finito". Ma questa nuova avventura è una cosa che faccio per me, non voglio dimostrare niente a nessuno. Anche perchè quando vai con quello spirito rischi troppo. Il problema però è che troppa gente non ha niente da fare, e allora scrive e parla. Se andiamo indietro negli anni vediamo che Juanito Oiarzabal ha perso tutte le dita dei piedi, eppure gli ottomila li ha finiti tutti lo stesso e anzi è andato avanti. Anche Messner, le ha perse tutte le dita, ma dopo ne ha fatte ancora di cime. Quindi se la gente invece di scrivere, si documentasse un po' di più, forse non direbbe cavolate. Poi i giornalisti, non tutti ma tanti, si sono comportati anche male, perchè del soccorso che abbiamo tentato io e Gerald nessuno ha scritto. Infatti sullo Scarpone è uscito un articolo con una mia dichiarazione in cui chiedevo alla gente di smetterla di raccontare balle, quanto meno per rispetto di quelli che son morti.


Valentina d'Angella

Tratto da: Montagna.tv


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Monte Zerbion - Antecima (2473 m) - Valtournance (IT)

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Salire allo Zerbion è un percorso davvero splendido che permette di raggiungere una postazione panoramica unica dove lo sguardo può spaziare su Gran Paradiso, monte Bianco, Cervino, monte Rosa, la valle di Ayas e la vallata principale della valle d'Aosta.


Con le racchette ai piedi siamo volati verso quella punta con la Madonna come cappello attraverso un bosco gelido e con strappi dolci, mai ripidi, sempre assecondanti il ritmico battito cardiaco. Una gita decisamente facile e molto godibile dal punto di vista paesaggistico.


Cielo terso, freddo alla partenza (-12° circa), ma temperature decisamente più gradevoli al sole.
Il punto di partenza è Promiod, un piccolo paesino raggiungibile da Antey-St Andrè a 1492 metri di quota. Dalla piazzetta si risale nel prato innevato e si raggiunge la strada interpoderale, la si segue per un centinaio di metri per poi imboccare sulla sinistra una ripida mulattiera che raggiunge nuovamente la strada interpoderale.
Prima di arrivare alla malga Arpine (metri 1842) si presenta un bivio: si prosegue verso destra ignorando la deviazione verso sinistra che raggiunge lo Zerbion ma attraverso il col Portola.
Il percorso prosegue sulla stessa traccia anche oltre malga Arpine. Appena superata la malga Franquin Damon si seguono i segni bianchi e rossi ben visibili sui tronchi degli alberi e ci si addentra nel bosco: ora si cammina su un sentiero (innevato) che rapidamente porta oltre il limite del bosco, sui prati d'alta quota della cresta del monte Zerbion.
E' il primo momento panoramico: dovrebbe spuntare il Cervino, la vista verso sud e verso ovest si apre senza soluzione di continuità.
Continuando a camminare seguendo le visibili tracce (alcune rocce segnate in giallo) si percorre la cresta colmando il residuo dislivello.
Noi oggi ci siamo fermati all'antecima (2473 m), dove vi è un crocefisso che scruta e protegge il fondovalle, un po’ perché era la prima gita con le ciaspe un po’ per il forte vento i arrivo sulla cresta. Comunque, come prima gita, sono sempre 1000 metri di dislivello.


Alcune note informative.
La cresta: risulta tecnicamente impegnativo l'ultimo tratto, quando si fa stretta e deve essere affrontata con attenzione e prudenza, valutando la consistenza della neve e considerando anche l'utilizzo di ramponi.



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