Read more
La Punta Tre Chiosis rappresenta il punto culminante della cresta secondaria che, diramandosi dal Monte Losetta, scende con prevalente direzione S a separare il Vallone di Vallanta ad E dai Valloni di Soustra, Tre Chiosis e Savaresch ad O: straordinario è il colpo d’occhio che si ha durante tutta la gita sul vicinissimo versante occidentale del Gruppo del Monviso. La vetta è costituita da un ampio cocuzzolo di detriti, terra e qualche roccia affiorante con un ometto di pietre alto poco più di un metro.
Read more
La partenza è dalla frazione Genziana di Pontechianale, ove ci si può eventualmente appoggiare al rifugio Savigliano. Da qui, seguendo la strada sterrata di servizio che risale il vallone di Savaresch tra ampie zone prative e piccole zone boschive, si raggiunge la stazione di arrivo della seggiovia Tre Chiosis, inattiva dal 2004.
Di qui risaliamo i ripidi pendii erbosi utilizzando le piste degli impianti fino ad incrociare la Cresta Savaresch.
Facciamo un piccolo spuntino prima di percorrere la lunga cresta.
Il sentiero prosegue in leggera salita per vaste distese erbose, aggira a sinistra un cocuzzolo tagliando un pendio di sfasciumi. Proseguire ancora a sinistra della cresta (a tratti erbosa ed a tratti ancora nevosa), avendo di fronte l’alto Vallone Savaresch dominato dalla Punta Tre Chiosis. Passato il rilievo si tocca il filo di cresta: qui lo sguardo spazia sulla parte terminale del Vallone di Vallanta con i due rifugi (Vallanta e Gagliardone) circondati dalla Punta Gastaldi, dal Visolotto e Viso di Vallanta. Il sentiero procede sempre sul versante occidentale dello spartiacque, passa una zona di rocce affioranti e taglia con una lunga diagonale dei modesti pendii erbosi e nevosi; superato un colletto riprende a salire .
L'ultimo pendio è nevoso, saliamo per la massima pendenza direttamente in vetta.
Read more
Fa un gran freddo e devo ancora finire di spalare un buon mezzo metro di neve su tutta la lunga carrareccia che conduce alla strada principale. Questo è il secondo inverno consecutivo che si dimostra in tutta la sua grandezza, considerando gli ultimi dieci anni. Le mani mi dolgono. Ho scalato molti giorni di fila, per lavorare ad un nuovo libro e sono ricoperto di calli. Un tempo lo consideravo un vanto, oggi più che altro una protezione, peraltro fastidiosa per chi mi stringe la mano.
Read more
Viaggio del Giornale.it nel mondo giovanile in occasione del lancio del romanzo inchiesta Unhappy hour. Il ministro accusa i cattivi maestri e la sottocultura post-sessantottina: “La vera trasgressione è mettere davanti a tutto l’autonomia del pensiero libero” di Andrea Indini
Roma – Dito puntato contro “quei cattivi maestri che dal cinema, dalla televisione, dalla musica, bombardano incessantemente i giovani con messaggi fuorvianti”. Ma non solo. Anche la sottocultura post-sessantottina, rea di aver propinato “un’assurda teoria secondo cui a fianco delle droghe che fanno male ci sarebbero quelle innocue”. Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, non fa sconti e si fa baluardo per la tolleranza zera all’abuso di stupefacenti e alcolici. “La scuola, la famiglia, la società – spiega il ministro – hanno colpe solo se, per indifferenza o disimpegno, abdicano al loro ruolo educativo nei confronti dei giovani”. Da qui l’impegno per una campagna per sensibilizzare i giovani e combattere un fenomeno – quello dello sballo – che sta distruggendo troppe vite.
Read more
Da tempo si dice che il Pil-Prodotto interno lordo, indicatore che misura il valore dei beni e dei servizi prodotti da un paese, non dovrebbe essere assunto come l’unico o il principale indicatore dello sviluppo economico. Il Bhutan, che solo nel 2008 si è dato per la prima volta un governo eletto dal popolo, ha tradotto queste critiche in realtà, sostituendo al Pil (Gdp nei paesi anglosassoni) laGross National Happiness (Gnh), ovvero la Felicità nazionale lorda.
Read more
Iscriviti a:
Post (Atom)





