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Aconcagua, Mondinelli intasca la cima

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ALAGNA VALSESIA, Vercelli -- Torna dal Sud America con un nuovo successo, Silvio Mondinelli. L'alpinista bresciano ha salito i 6.962 metri dell'Aconcagua il 22 gennaio, insieme al gruppo di amici con i quali era partito soltanto dieci giorni prima. "E' un allenamento in vista della spedizione alla Nord del GI" aveva detto prima di partire. E se chi ben cominicia è a metà dell'opera, allora quello del Gnaro nazionale promette di essere un anno ricco di emozioni...

"Quasi vorrei dire che non è bello perchè non si prova paura!" scherza Mondinelli, abituato a ben altre altezze, quando gli chiediamo della spedizione appena conclusa che lo ha riportato per la seconda volta, dopo tredici anni, sulla vetta più alta del Sud America. E' salito in cima dopo soli dieci giorni dalla partenza, e sembra tornato da una passeggiata.  

Poi, però, ritorna serio. "L'Aconcagua non è una montagna difficile - dice Mondinelli -, ed è un buon banco di prova per chi vuole iniziare ad andare in alta quota. Ma anche lei ha i suoi pericoli. Ho visto tante persone andare via in elicottero perchè soffrivano di congelamenti, traumi, e anche lì accadono tragedie. L'importante, non mi stancherò mai di ripeterlo, è avere rispetto per ogni montagna e umiltà nello scalare".

Le condizioni trovate in Argentina erano perfette. E la salita è andata liscia come l'olio. Con lui, sulla vetta, c'erano gli amici Enrico Dalla Rosa e Corrado Pesci, che sperano in futuro di arrivare a quota ottomila. Ma la montagna era molto affollata.

"Sono andati in cima molti italiani mentre ero laggiù - racconta Mondinelli -. C'era il gruppo di Plamen Shopski, guida bulgara che opera a S. Caterina Valfurva con la Planet Trek, e c'era un ragazzo di Alba. Noi siamo arrivati in cima con dei ragazzi di Genova. Al campo base, in totale, c'erano circa 300 o 400 persone. Sono stato felice di reincontrare tanti amici che avevo conosciuto anni fa, durante la mia prima spedizione all'Aconcagua".

Mondinelli, laggiù, ha anche icontrato i fratelli Benegas, che accompagnano all'Aconcagua l'ultrarunner Diane Van Deren, che vuole siglare il record di velocità nella traversata della montagna. Willie Benegas è stato sull'Aconcagua oltre 20 volte, di cui una in meno di ventiquattr'ore.

Ecco le immagini della spedizione

Sara Sottocornola


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Auschwitz, preghiere e ricordi per celebrare il giorno della Memoria

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Sopravvissuti all'Olocausto, reduci russi, politici, studenti
Insieme nel campo divenuto museo, a 65 anni dalla liberazione

In Italia manifestazioni e convegni, il premio Nobel per la pace Wiesel parla alla Camera


TRATTO DA: La Repubblica














Il numero identificativo impresso sul braccio di un ex internato nel campo di sterminio di Auschwitz

VARSAVIA - Ci sono gli ex internati del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, i reduci dell'Armata rossa che 65 anni fa liberarono il campo, studenti da tutta Europa, e molte personalità politiche, tra cui il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Insieme nel luogo che è divenuto il simbolo del ricordo dell'1,1 milione di vittime dell'Olocausto, nel giorno della Memoria che coincide con l'anniversario della liberazione del campo.


Le sirene di Auschwitz risuoneranno di nuovo alle 14,30 per marcare l'inizio delle cerimonie in quello che fu il più grande campo di sterminio installato dai nazisti nella Polonia occupata.
I partecipanti alle commemorazioni si raccoglieranno davanti al memoriale di Birkenau per recitare il kaddish (la preghiera ebrea dei morti) e preghiere ecumeniche e per ascoltare i discorsi ufficiali. Tra il 1940 e il 1945, circa 1,1 milioni di uomini, donne e bambini, di cui un milione di ebrei provenienti da tutta Europa, sono morti in questo luogo.

In mattinata, il Congresso ebraico europeo terrà una conferenza a Cracovia, nel sud della Polonia a circa cinquanta chilometri dal campo, a cui il presidente americano Barack Obama inverà un messaggio video. In contemporanea, i ministri europei dell'istruzione rifletteranno sui metodi di insegnamento ai giovani delle lezioni di Auschwitz.

In questa che l'Onu ha dichiarato universalmente Giornata della memoria, verrà anche inaugurata una mostra in Russia sulla liberazione del campo, che è l'unico tra i campi di sterminio nazisti ad essere stato preservato così come fu abbandonato dai nazisti in fuga di fronte all'avanzata dell'Armata rossa. Oggi è divenuto un museo, tornato di recente nelle cronache per il trafugamento dell'insegna di ferro posta all'ingresso ("Il lavoro rende liberi"), poi ritrovata. Altri campi installati in Polonia, come Sobibor, Treblinka o Belzec, vennero completamenti distrutti dai nazisti. Il museo di Auschwitz, che comprende le circa 300 baracche in cui vivevano reclusi gli internati e le camere a gas in cui vennero sterminati, è stato visitato da 1,3 milioni di persone nel 2009. 



In Italia. Numerose le iniziative, oltre ai treni organizzati da sindacati e scuole alla volta di Auschwitz. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano presiederà alle celebrazioni ufficiali a Roma, il cui momento culminante sarà il discorso alla Camera del premio Nobel per la pace Elie Wiesel alla presenza del capo dello Stato e del presidente della Camera Gianfranco Fini. 

Preghiere in sinagoga, mostre storiche e spettacoli teatrali, convegni e concerti in tutta Italia. Il momento più solenne si svolgerà al Quirinale quando, alla presenza del capo dello Stato Napolitano, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta consegnerà le medaglie d'onore ai cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti. Cerimonie e celebrazioni si svolgeranno in tutte le città d'Italia, a partire da Milano, Torino, Bologna, Genova, Firenze, Bari e Cosenza. Sempre al Quirinale, si tiene poi la premiazione delle classi vincitrici del concorso "I giovani ricordano la Shoah". Ancora a Roma, il comitato "Memoria, dialogo, pace" organizza un dies memoriae a cui parteciperanno mons. Rino Fisichella, il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, l'ambasciatore d'Israele Ghideon Meir e il ministro della Gioventù Giorgia Meloni. Il presidente del Senato celebrerà l'evento alle risiere di San Sabba. In serata, alle 20.30 alla sinagoga di Roma, i sopravvissuti ebrei ai lager incontrano insieme la comunità ebraica di Roma con il loro presidente Riccardo Pacifici e il rabbino Di Segni.


(27 gennaio 2010)


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Shoah, il Giorno della Memoria Wiesel: "Ricordare servirà ai vivi"

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Le celebrazioni in tutta Europa. Ad Auschwitz i sopravvissuti con il primo ministro israeliano
Napolitano: "Una pagina carica di insegnamenti". Indignazione per le scritte antisemite a Roma
Il presidente del Congresso ebraico: "Attenzione all'Iran, Ahmadinejad come Hitler"
L'attacco di Teheran a Israele: "Arriverà il giorno della vostra distruzione"

TRATTO DA: La Repubblica
Shoah, il Giorno della Memoria Wiesel: "Ricordare servirà ai vivi"
Elie Wiesel alla Camera dei deputati
ROMA - Nel Giorno della Memoria l'Europa si è fermata per ricordare le vittime della Shoah. Dalla Polonia all'Italia, sono state tantissime le manifestazioni che hanno celebrato il 65esimo anniversario dal giorno in cui i soldati dell'Armata Rossa hanno liberato i prigionieri di Auschwitz-Birchenau, scoprendo gli abissi della crudeltà umana. Proprio ad Auschwitz si è svolta la cerimonia principale, cui hanno preso parte il primo ministro israeliano Beniamyn Netanyahu, il presidente della Polonia Lech Kaczynky, il premier polacco Donald Tusk e il presidente del Parlamento Europeo, il polacco Jerzy Buzek. Insieme a loro i sopravvissuti, sempre di meno con il passare degli anni, ma pronti a tutto pur di essere lì a lasciare il loro messaggio ai giovani: "Non dimenticate". E puntuale come non mai, è arrivato anche l'ennesimo attacco verbale a Israale da parte di Teheran: "Arriverà il giorno della vostra distruzione".

In Italia è stato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a presiedere le celebrazioni al Quirinale. "La Shoah - ha detto il capo dello Stato - è un'esperienza tragica carica di insegnamenti e di valori". A Montecitorio il presidente della Camera Gianfranco Fini ha ricevuto Elie Wiesel, ex internato ad Auschwitz e premio Nobel per la pace nel 1986. Nella notte sono apparse delle scritte antisemite in alcune vie della capitale, tra cui via Tasso, di fronte al Museo della Liberazione. Unanime è stata la condanna per un gesto che il sindaco della città ha definito "un'offesa senza pari al rispetto della dignità umana".
Le celebrazioni a Roma. "I diritti dei popoli sono inalienabili  -  ha detto Napolitano  -  e tra questi ci sono quelli del popolo ebraico e dello Stato di Israele a vivere in sicurezza: un impegno riconosciuto da tutti". Così il capo dello Stato si è rivolto al presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna. Napolitano ha poi parlato della condivisione di "ideali comuni come la lotta per la libertà e per il pieno riconoscimento dei diritti dei popoli, e in modo specifico del popolo ebraico". 
Per il presidente della Camera, Gianfranco Fini, rendere testimonianze della Shoah "non è solo il doveroso ricordo di nomi e storia", ma piuttosto "un presidio morale e civile affinché mai più accada che l'aberrante logica di un potere totalitario si abbatta sugli inermi, sugli innocenti, su interi popoli contro i quali decretare le discriminazioni più odiose per motivi di razza, di religione, di genere, di condizione sociale, in una folle progressione criminosa capace di raggiungere il genocidio".

Il Nobel per la pace Elie Wiesel. Nel suo intervento alla Camera Elie Wiesel  -  numero A7713 tatuato sul braccio ad Auschwitz  -  ha lanciato al mondo una domanda provocatoria, ma carica di speranza. "Volevano ad ogni costo uccidere l'ultimo ebreo sul pianeta. Oggi ci si potrebbe chiedere: perché la memoria, perché ricordare, perché infliggere un dolore tale?" Poi la risposta: "In fondo per i morti è tardi ma per i vivo no. Se non si può annullare il tormento, si può invece sperare, riflettere, prendere coscienza". Con una punta di amarezza, pensando che "neppure Auschwitz ha guarito il mondo dall'antisemitismo", ma anche con l'ottimismo di chi crede in una pace possibile tra israeliani e palestinesi.

Wiesel ha poi puntato il dito contro il governo di Teheran. "Ahmadinejad nega l'Olocausto e vuole distruggere Israele, che è uno Stato dell'Onu", ha detto il premio Nobel. "Andrebbe arrestato, portato all'Aja e accusato di crimini contro l'umanità". Rivolgendosi ai parlamentari e ai leader italiani, lo scrittore ha chiesto la firma di un disegno di legge che descriva l'attentato suicida come crimine contro l'umanità. "Questo non fermerebbe le mani degli assassini ma potrebbe fermare i complici", ha spiegato.

Le parole di Benedetto XVI.
 Quelli compiuti dalla Germania nazista - in particolare "l'annientamento pianificato degli Ebrei" - sono "crimini di inaudita efferatezza": orrori e tragedie frutto "di un cieco odio razziale e religioso", per i quali invocare l'intervento divino affinché "non si ripetano più". Così papa Benedetto XVI si è espresso a proposito della Shoah nel corso dell'udienza generale del mercoledì. "Sessantacinque anni fa, il 27 gennaio 1945 - ha aggiunto - venivano aperti i cancelli del campo di concentramento nazista della città polacca di Oswiecim, nota con il nome tedesco di Auschwitz, e vennero liberati i pochi superstiti. Tale evento e le testimonianze dei sopravvissuti - ha proseguito - rivelarono al mondo l'orrore di crimini di inaudita efferatezza, commessi nei campi di sterminio creati dalla Germania nazista".
Scritte antisemite a Roma. C'è indignazione per le scritte antisemite comparse la notte scorsa a Roma. Con delle bombolette di spray nero alcuni estremisti di destra hanno imbrattato i muri di via Tasso e via Cavour con scritte del tipo "Olocausto propaganda sionista" e "27/01: ho perso la memoria", il tutto accompagnato da croci celtiche. A compiere il gesto, ha spiegato Giuseppe Mogavero, segretario del Museo della Liberazione di via Tasso, sarebbero state quattro persone incappucciate, riprese tra la mezzanotte e l'una da una telecamera i cui filmati sono ora al vaglio della Digos. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno (citato anche lui in una scritta: "Alemanno verme sionista") ha parlato di "un atto gravissimo, un'offesa senza pari al rispetto della persona umana".

La scorsa notte un altro grave episodio di antisemitismo si è verificato a Strasburgo, nel quartiere di Cronenbourg, dove nel cimitero ebraico sono state profanate diciotto tombe. Sulle lapidi sono state trovate delle svastiche e la scritta "Juden raus".
La cerimonia ad Auschwitz. E' qui, nell'ex lager nazista, che si è ricordato il 65esimo anniversario dalla liberazione del campo di sterminio divenuto il simbolo più infame del genocidio. Alla cerimonia, imbiancata dalla neve, erano presenti alcuni sopravvissuti, degli ex soldati dell'Armata Rossa e diverse personalità politiche, fra cui il primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu. Visibilmente commosso, Netanyahu ha sottolineato come un terzo dei circa 23 mila "giusti" che sono ricordati al Memoriale dell'Olocausto Yad Vashem sono polacchi. "Dio vegli su questa terribile terra di Auschwitz e degli altri campi di sterminio", ha aggiunto il premier. 
Le accuse di Teheran. Anche nel Giorno della Memoria, parole durissime sono arrivate dall'Iran nei confronti di Israele. "Di certo verrà il giorno in cui le nazioni della regione saranno testimoni della distruzione del regime sionista", ha detto il leader supremo dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei. "Il 'quando' di questa distruzione  -  ha aggiunto  -  dipenderà solo da come le nazioni islamiche affronteranno la questione".

E sono stati in molti oggi a criticare il regime di Teheran e a definirlo come "un pericolo per il futuro del mondo". "Occorre prendere molto sul serio le minacce pronunciate dal presidente iraniano", ha insistito il presidente del Congresso ebraico mondiale Ron Lauder, "e non fare come si fece con Hitler". Sulla stessa linea il presidente israeliano Shimon Peres, che da Berlino ha duramente criticato il governo di Teheran, esortando la comunità internazionale ad agire contro l'Iran. "Mai più - ha detto Peres - si potranno ignorare dittatori assetati di sangue che si nascondono dietro maschere demagogiche e pronunciano slogan omicidi".
(27 gennaio 2010)


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